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Scrivere, scrivere... scrivere ancora.

ivano fossati

Durante un incontro pubblico allo spazio Guicciardini (Mi) il cantautore Ivano Fossati ha ascoltato e sucessivamente analizzato 'De fora ghe 'sta', canzone da me scritta anni fa.

Fossati parla a ruota libera ed io, armato di micro registratore ho registrato il suo intervento. Sfortunatamente l'audio è di qualità meno che 'citofonica' e così ho deciso di trascrivere la registrazione di questo suo intervento senza aggiungere/togliere nulla a ciò che è stato registrato.

 

Intervento:

" C'è poco da dire, è bello aver scritto questa canzone... di chi è? molto bella, ehi! bravo. ...scrivi dei bei testi. Allora...qui ho visto una cosa, intanto. .. Il fatto di mescolare le lingue, io le chiamo lingue, e mi pare così; è esatto dirlo no?

Rispetto alle canzoni - e questo sarebbe stato un argomento veramente bello da affrontare - cioè gli esperimenti proprio sulle lingue, che noi abbiamo sempre chiamato dialetti ma che possono essere anche lingue straniere, quello che ha in qualche modo inaugurato De Andre nell'84 con il genovese, quello che molti in maniera molto più usuale anno fatto i napoletani, ma che comunque ha un grande valore. In maniera più usuale perché il loro non era un esperimento, era facile... E che adesso piano piano si fa, senza più la paura di parlare la propria lingua di provenienza.

A me piacciono tutti questi esperimenti, non so mi piace da Pìtura Freska che cantano in veneziano stretto a tutti quelli che finalmente si sono riappropriati dei loro dialetti e delle loro lingue.

Mi sembra molto importante, anche perché mi sembra che esprima, questa cosa, un fatto di grande dignità.

La dignità di avere dei modi linguistici che sono tuoi, profondi, che sono quelli della tua terra, no? della tua regione., però senza il territoriolismo, il campanilismo, lo snobismo di rifiutare la lingua comune; quindi di fare degli innesti, di fare delle prove,..innesti come hai fatto tu in questo pezzo.

E poi, insomma, adesso., non so...ma, ci sono delle bellissime cose., ce ne è una in particolare...(scusate eh?,,.,) non la trovo...ah..! ecco., quando dice, una cosa molto bella è 'la pioggia vada a farsi benedire' è proprio bella, popolare ed è estremamante chiaro, estremamente rotondo, 'il sole è meglio non starlo... non starlo a corteggiare" insomma il sole è meglio non starlo neppure ad aspettare... bello...molto bello.

Ecco, io ho l'impressione che questo è un modo di scrivere futuribile. E', potrebbe essere, ...è un modo che potrebbe essere quello di domani o dopodomani..cioè quello di fare già degli innesti, degli esperimenti... delle lingue..

Qui non c'è solo questo, c'è anche dell'altro... ci sono anche ..." navigare i ricordi.." Oggi navighiamo i ricordi... Navigare i ricordi è una bellissima immagine., ed è un'immagine poco da canzone discografica.., è un'immagine molto poetica, molto popolare...molto poetica.

Scusa eh? se mi permetto di fare delle analisi., delle..mi sembra di,.. non voglio fare il maestrino di scuola ma .. è per dire che è un buon esempio di come si possa scrivere in una maniera diversa. Diversa da quella, soprattutto diversa da quella discografica. Di come si possa scrivere in un modo pieno di ..pieno di dignità e che ..anche pieno di poesia. Sopratutto nuovo. Nuovo perché va indietro.

Perché l'unico modo di diventare veramente... scusate non di diventare..L'unico modo di guardare veramente avanti è quello di sapere veramente cosa abbiamo dietro.

E non a caso mi riallaccio a quando abbiamo cominciato. Vi ricordate vi ho fatto quella tirata, probabilmente noiosa, sulle origini... spicciola perché abbiamo veramente fatto una cavalcata velocissima; quando dicevo che è molto importante comunque sapere anche tecnicamente, la canzone quello che è, da dove arriva, è molto importante e in una canzone come questa ci sono delle chiare radici popolari ma in questa strana musica popolare che non è colta. Vuoi dire che probabilmente voi avete degli interessi in questo senso e non so., sarete stati curiosi ecco..la conoscete..sapete cosa è stato fatto prima... immagino conoscerete la musica popolare di quelle zone... ecco..quindi la conoscete.

Cosa succede..può venir fuori che delle persone, proprio perche conoscono bene quello che hanno alle spalle, rielaborandolo riescono a fare queste cose.. riescono a fare dei salti in avanti; che diventano quasi impossibili se uno non conosce la materia.

Perché è assolutamente presuntuoso..è assolutamente improbabile che qualcuno possa fare dei grandi salti in avanti se non ha almeno una preparazione specifica in certe cose.

Questa cosa diventa? musica popolare? no, non lo è più diventa una rielaborazione su temi linguistici, poetici e musicali popolari però diventa una rielaborazione proiettata In avanti.

Questa non è più la musica popolare del nostro paese oggi. E' una elaborazione, benissimo, però ...però è importante perché ci consente due cose: uno, di andare a ripescare indietro conoscere e sapere da dove musicalmente arrivano no?, da dove stiamo arrivando. e due, di proseguire il cammino.

lo adesso naturalmente ne parlo..ne parlo cosi perché combinazione sono abbastanza vicino a questo modo di vedere probabilmente se io fossi stato un appassionato..che so, un cantante rock... forse avrei analizzato meno queste cose

Per pura combinazione sono, ..sono d'accordo su questo modo di fare la musica. Su questo modo di fare, di unire, di tentare ...di tentare tutto l'insieme no?..di tentare gli esperimenti sulla lingua italiana, i dialetti..di tentare. Anche perché credo che la nostra dignità...la nostra dignità di musicisti..di autori di testi eccetera.. diventerà più forte per quanto noi saremo capaci di utilizzare questo, cioè quando saremo capaci di essere noi stessi.

Siamo stati americani per trent'anni, forse finalmente adesso riusciamo ad appropriarci della nostra musica, delle nostre capacità di racconto."

Ivano Fossati